Miranda Secondari
Agosto
è una ricerca coreografica sul processo che avvicina la fine.
Non si tratta di rappresentare la fine, ma di abitare il processo che la precede: quel tratto di tempo in cui tutto si intensifica fino alla trasparenza, in cui l’attesa e la sospensione non sono vuoto, ma un atto di attenzione radicale, un’esperienza di pienezza.
Un corpo che non agisce più, ma resta. Un corpo esausto. Non c’è riposo che lo rigenera, né movimento che lo riscatta. Immobile, occupa una postura che è insieme resa e resistenza. È il corpo che non può più fare, ma che è ancora. Là dove il dolore si manifesta, un’ironia sottile si propone come soglia di sopravvivenza, un atto di precisione che mantiene presenti.
In scena, il corpo attraversa queste quattro soglie dell’esaurimento - forma, suono, spazio, immagine - come in un processo di lenta sublimazione. Ogni gesto è portato fino al limite, poi trattenuto, sospeso, diradato. L’immagine emerge e si dissolve, lo spazio perde orientamento, il suono si fa sottile. Il corpo si prepara, senza sapere a cosa.
L’attesa diventa un modo di abitare il tempo, di prendersi cura di ciò che ancora rimane, di disporre il corpo al compimento senza compierlo.
La performance cerca una qualità di tempo e di presenza che permetta di abitare l’attesa: un modo di stare nel limite, di prepararsi alla fine come atto di consapevolezza e, forse, di cura; una forma di attenzione assoluta, in cui nulla accade e tutto è presente.
Ideazione e coreografia Miranda Secondari
Performer Miranda Secondari
Musica e sound design Nicola Ratti
Light design Elena Vastano
Produzione KLm - MK
Il progetto è stato selezionato da Short Theatre per fare parte del primo biennio (2026–2027) di DRIFT - Dance & Research In The Future Time, progetto di cooperazione europea di quattro anni (2026–2029) finanziato dal programma Europa Creativa.
Coordinato dal Théâtre de Liège (Belgio), il programma si sviluppa attraverso una rete internazionale che unisce la Maison de la danse (Francia), lo HAU Hebbel am Ufer / Tanz im August (Germania), l'Onassis Stegi (Grecia), Short Theatre (Italia), il BIT Teatergarasjen (Norvegia), Materiais Diversos (Portogallo), il Mercat de les Flors / Graner (Spagna), Al Badil (Tunisia) e la Ukrainian Contemporary Dance Platform (Ucraina), insieme ai partner associati internazionali Panorama Festival (Brasile), Red Brick House (Giappone) e Kinani Festival (Mozambico).
EN
Agosto is a choreographic research on the process of approaching the end. It is not about representing the end, but about inhabiting the process that precedes it: that stretch of time in which everything intensifies until it becomes transparent, where waiting and suspension are not emptiness, but an act of radical attention, an experience of fullness.
A body that no longer acts, but remains. An exhausted body. There is no rest to regenerate it, nor movement to redeem it. Immobile, it occupies a posture that is simultaneously surrender and resistance. It is the body that can no longer "do," yet still "is." Where pain manifests, a subtle irony emerges as a threshold of survival, an act of precision that keeps one present.
On stage, the body crosses these four thresholds of exhaustion - form, sound, space, image - as if in a process of slow sublimation. Every gesture is pushed to the limit, then withheld, suspended, thinned out. The image emerges and dissolves, space loses orientation, sound becomes subtle. The body prepares itself, without knowing for what.
Waiting becomes a way of inhabiting time, of caring for what still remains, of disposing the body toward fulfillment without completing it. The performance seeks a quality of time and presence that allows one to inhabit the wait: a way of staying within the limit, of preparing for the end as an act of awareness and, perhaps, of care; a form of absolute attention, where nothing happens and everything is present.
It has been selected by Short Theatre (Rome) for the first cycle (2026–2027) of DRIFT – Dance & Research In The Future Time, a European cooperation project.
Concept & performance: Miranda Secondari
Music & sound design: Nicola Ratti
Light design: Elena Vastano
Photography: Claudia Sicuranza, during the residency at Teatro Spazio Rossellini, Rome.




Ph. Claudia Sicuranza
GHERMINELLA
GHERMINELLA è una pratica coreografica, un lavoro sul suono e sulla voce confusa.
GHERMINELLA - marachella, inganno - è una parola che deriva da un gioco di mano in cui veniva fatta sparire e riapparire una cordicella da una bacchetta. Così anche la performance si compone di elementi - suoni, voci, immagini e gesti - che appaiono e scompaiono lungo il dispiegamento della maglia coreografica costituita da movimenti lenti e precisi, con l’intenzione di ingannare e confondere lo spettatore. La voce è qui intesa come una voce confusa, non scrivibile, in cui non vengono pronunciate parole significanti ma onomatopee, mormorii, fischi, clic, ecc. in cui lingua, labbra e faringe, come il resto del corpo, si contraggono e si muovono creando qualcosa di più simile a un rumore che a una voce articolata. A supportare il lavoro della performer e a confondersi con essa c’è il suono del musicista e sound designer Nicola Ratti, che non si costituisce di elementi narrativi ma è orientato verso suoni la cui fonte originaria rimane ambigua, grazie a un sistema di diffusione musicale disposto nello spazio.
GHERMINELLA è l’inganno fatto con astuzia, è la voce interiore che si manifesta attraverso il sogno e l’allucinazione; è la dimensione tra il conscio e l’inconscio; è lo scherzo che la mente gioca nel sonno ponendoci di fronte a un pensiero che si fa immagine che ci tocca per poi svanire; è il luogo dell’espressione identitaria che si manifesta senza condizioni, in forma di racconto surreale.
La performance non narra uno specifico sogno e non crea un ambiente “sognante” ma parla al sogno come metodologia, come una forma visiva di pensiero in cui formulare un’esperienza estetica, dove la confusione tra voce e suono è "tipica di un pensiero mistico e arcaico" *.
*Vittorio Cuomo, "Le parole della voce. Lineamenti di una filosofia della phonè", Edisud Salerno, 1998.
di e con: Miranda Secondari e Nicola Ratti
ideazione e coreografia: Miranda Secondari
sound design: Nicola Ratti
con il sostegno di: MAD| Murate Art District di Firenze; spazioK _ Kinkaleri.
ZVI-ZVI
L’invito a partecipare a Tillanzia curato da Caterina Molteni e Alexandra Pirici, è arrivato in un momento molto preciso, in cui mi è sembrato che tutto convergesse, quasi miracolosamente, in due sillabe: zvi-zvi.Ripensando alla mia pratica, che affronta la presenza come forma di resistenza, alla ricerca attuale sul processo che avvicina la fine, ai miei ultimi lavori e all’uso della voce inarticolata, di ticchettii, fischi e altri suoni, è comparsa una lettura fortuita, un regalo: le lettere della rivoluzionaria Rosa Luxemburg dal carcere, dove con le sillabe zvi-zvi descrive il canto della cinciallegra.
«Sulla mia tomba non si dovranno leggere che due sillabe: zvi-zvi. È infatti il richiamo della cinciallegra che io imito così bene da farne accorrere un’enorme quantità, ogni volta che faccio loro il verso. E immagini che in questo zvi-zvi, che prima brillava chiaro e acuto come un ago d’acciaio, c’è da qualche giorno un minuscolo trillo, una piccolissima nota di petto. E sa, signorina Jacob, cosa significa questo? È il primo leggero trasalimento della primavera imminente; nonostante la neve, il gelo, e la solitudine, noi — le cinciallegre ed io — crediamo all’arrivo della primavera!» — Rosa Luxemburg, Un ardente desiderio di primavera. Erbe, animali e cieli nelle lettere dal carcere
Zvi-zvi è un suono che è già una piccola performance. È una contrapposizione che è insieme una fine e una possibilità altra. Durante la performance, tra le diverse variazioni di questa forma sonora e la densità del corpo che si fa forma in un tempo necessario, si manifesta una presenza iscritta nella soglia.
EN
The invitation to participate in Tillanzia, cureted by Caterina Molteni and Alexandra Pirici, came at a very precise moment, when it seemed to me that everything was converging, almost miraculously, in two syllables: zvi-zvi.
Thinking back on my practice, which approaches presence as a form of resistance, my current research into the process that draws closer to an end, my recent works, and my use of inarticulate voice, ticking, whistling and other sounds, I came across a fortuitous reading, a gift: the letters Rosa Luxemburg wrote from prison, in which she describes the song of the great tit through the syllables zvi-zvi.
«On my tombstone nothing is to be written but two syllables: zvi-zvi. For that is the call of the great titmouse, which I imitate so well that a huge number of them flock to me every time I make the sound. And just imagine, in this zvi-zvi, which before shone clear and sharp like a steel needle, for a few days now there has been a tiny trill, a minuscule chest note. And do you know, Miss Jacob, what this means? It is the first slight tremor of approaching spring; despite the snow, the frost, and the solitude, we—the great tits and I—believe in the coming of spring!» — Rosa Luxemburg, The Letters of Rosa Luxemburg
Zvi-zvi is a sound that is already a small performance. It is a contradiction that holds together an ending and another possibility.
During the performance, between the different variations of this sonic form and the density of the body taking shape through a necessary duration, a presence inscribed within the threshold emerges.
Performance site specifc by: Miranda Secondari



Courtesy of Tillanzia 2026, curated by Caterina Molteni and Alexandra Pirici. Ph. Ornella De Carlo
La Testiera del letto
di Miranda Secondariediting Nicolò Porcelluzzi
con il sostegno di Workspace Ricerca X
