© Antonio Demma | Galleria T293 di Roma | Teaser on ︎



L’assente


             
L’assente è una performance che indaga una presenza sospesa, costruita per sottrazione. Il corpo agisce attraverso movimenti essenziali, frammenti di gesto, pause e interferenze minime, generando uno stato di latenza in cui l’attenzione si sposta continuamente tra la performer e lo spazio che la circonda. Il suono ambientale — accidentale o continuo — entra a far parte dell’azione, attraversando il corpo e ridefinendo la percezione del tempo.

La performance si sviluppa come una sequenza lenta e rigorosa, incrinata da brevi scarti che interrompono la sospensione: azioni minime, quasi parassite, che mettono in crisi la distinzione tra ciò che appartiene alla performer e ciò che proviene dall’ambiente o dallo spettatore. In questo spazio instabile, il corpo diventa soglia, luogo attraversabile in cui presenza e assenza
coesistono.


La figura de “L’assente” in piedi, guarda ma non vede, sbatte le palpebre;
a terra sospende porzioni di corpo; si sposta nello spazio, attimi di latenza, poi:
echi, fischi, sussurri, parole senza voce, movimenti, gesti, frammenti di gesto che rompono lo stato di sospensione e ancora stare,
stare nel “silenzio”

in ascolto del suono o del rumore che risuona nella galleria,
come elemento fenomenico, improvviso o continuativo,

il tossire,
il tacco sul pavimento,
il bisbigliare dello spettatore,
l’aria condizionata...

“L’assente” appare assorta ma in realtà, come in uno stato ipnagogico, tutto lo spazio attorno entra nel suo campo ottico e sotto la pelle.
Forse “L’assente” è solo stanca.


prodotto da Galleria T293, Roma

Presentato presso: la Galleria T293 di Roma; il centro culturale XNL di Piacenza; Fondazione Michetti  (Pescara); Fondazione Elpis (Milano).